NICOLA RIZZOLI... ANCORA C.A.N. PER LA SEZIONE DI PORDENONE

Dopo due rinvii dettati dai numerosi impegni del nostro ospite, finalmente lunedì 10 marzo alle ore 20.15 presso la consueta Sala Zanin del Don Bosco si è tenuta la tanto attesa riunione tecnica che ha avuto come protagonista l’arbitro internazionale della sezione di Bologna Nicola Rizzoli.

Dopo aver collezionato 33 presenze in serie C1, a cui si deve aggiungere una finale dei playoff di serie C2, nel 2001 viene promosso alla CAN A e B su proposta dell'allora Commissario Maurizio Mattei. Nel 2002, il 14 aprile, riesce a fare il debutto in serie A in occasione della partita Venezia-Perugia (0-2). Nel 2006 vive l'annata della consacrazione, con designazioni prestigiose come la finale di ritorno dello spareggio per la permanenza in serie B tra AlbinoLeffe e Avellino , o la classica della serie A (campionato 2006/2007) Roma-Inter.

Nel corso dello stesso campionato 2006/2007 dirige per la prima volta il derby di Milano e poco dopo il derby di Roma. Con la designazione nei derby di Genova e Torino, risulta essere l'unico arbitro in attività ad aver diretto tutte le straccittadine del nostro campionato. Ad oggi vanta 70 presenze nella massima serie. Di professione architetto, equilibrato e disponibile al dialogo coi giocatori, nel 2006 è stato anche eletto presidente della Sezione AIA di Bologna, carica alla quale rinuncia un anno dopo per concentrarsi sull'attività tecnica.

Il 1 gennaio 2007 viene inserito nella lista degli arbitri internazionali, ulteriore segno di stima per il suo operato. Nella sua lunga e piacevole esposizione ha toccato numerosi temi a cominciare dall' insostituibile spirito di sacrificio che deve necessariamente appartenere a ciascun arbitro, a cui deve corrispondere una buona dose di entusiasmo e di sano divertimento, sensazioni che l'arbitro, a sua volta,  deve essere in grado di trasmettere ai giocatori durante la propria direzione.

Si e’ poi soffermato sul problema centrale del calcio italiano: le squadre non insegnano ai giocatori lo spirito di lealta’ e correttezza sportiva; appare evidente che alcuni allenatori riempiono i ragazzi, prima e durante la partita, di un agonismo adrenalinico negativo che si riflette, poi, sul mancato rispetto degli avversari e del direttore di gara. Rizzoli si è poi rivolto direttamente alla numerosa platea composta soprattutto da arbitri giovanissimi, chiedendo loro quali sono le caratteristiche necessarie per arbitrare: passione, autorevolezza, competenza sono alcuni degli aspetti emersi dai numerosi interventi. Rizzoli, stimolato da alcune domande, ha affrontato il tema che purtroppo continua, in molte regioni, ad essere di grande attualità: la sicurezza dei direttori di gara; e’ di pochi giorni fa, la notizia di un collega leccese che, impegnato nella direzione di una gara di Eccellenza, e’ stato inseguito e speronato da due auto di presunti tifosi che lamentavano la mancata concessione di un calcio di rigore. Nicola ha smentito presunte dichiarazioni, a lui riferite da alcuni organi di stampa,  circa la necessità di compiere un gesto di protesta come uno sciopero o uno stop dei campionati per contrastare l’incessante violenza nei confronti degli appartenenti alla nostra associazione. Ha evidenziato come la pressione dei mass media e gli errori “umani”  degli arbitri piu’ esperti si riflettono sui campionati provinciali e regionali, dove anche i giovani arbitri sono quasi sempre bersaglio di critiche ingenerose e esagerate da parte del pubblico, dei giocatori e dei dirigenti delle squadre. Fenomeno questo tipicamente italiano, come confermato dall'esperienza internazionale di Rizzoli: nel resto dell'Europa i tifosi si dimostrano molto piu’ rispettosi e fischiano i giocatori simulatori, i quali, a loro volta, salvo rare eccezzioni, accettano i provvedimenti presi. Dalle sue parole è emersa la sua grande e ventennale appartenenza all’ A.I.A. e il suo sincero attaccamento verso tutti i colleghi, sempre disponibile al dialogo e alla trasmissione di consigli utili per rafforzare la personalita’ e la competenza di un giovane arbitro. Dopo aver ascoltato con grande entusiasmo e attenzione le parole di Nicola siamo ritornati nelle nostre case con la consapevolezza di aver aggiunto dei nuovi tasselli nella costruzione della nostra figura e carriera arbitrale.

 

 

A.e. Giacomo Cristante