MATTEI DA'
LA CARICA AI FISCHIETTI PORDENONESI
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E’ tornato venerdì 31 ottobre scorso nella destra-Tagliamento il responsabile del Settore Tecnico dell’AIA, Maurizio Mattei, ospite della quarta riunione tecnica obbligatoria della sezione di Pordenone. |
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Una Sala “Zanin” gremita ha accolto Maurizio Mattei che per la terza volta è intervenuto ad un incontro organizzato dalla sezione di Pordenone, invitato per l’occasione dal Consiglio Direttivo presieduto da Valentino Menegoz. Ai già numerosi associati della sezione di Pordenone si sono aggiunti colleghi provenienti dalle vicine sezioni di Maniago, Latisana e Tolmezzo, con in testa i rispettivi Presidenti, Marco Padrini, Salvatore Barone e Stefano Monfredo. Presenti, inoltre, i pordenonesi Giuseppe Pavone, vice-Presidente del CRA, e, Luca Cavanna, membro dell’ispettorato del Settore Tecnico. |
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Di fronte alla giovane platea (Pordenone è la sezione con età media più bassa di tutta la regione), il responsabile del settore tecnico ha messo in mostra tutte le proprie qualità di grande motivatore che molti colleghi hanno potuto apprezzare durante gli anni in cui ha ricoperto l’incarico di designatore e commissario presso i massimi organi tecnici nazionali dalla CAN D alla CAN. Con la sua ormai famosa capacità oratoria, franca, piana, lineare ma nello stesso tempo colorita e dal ritmo travolgente, Mattei ha toccato tutti gli aspetti della prestazione dell’arbitro, analizzando tutto ciò che deve essere fatto durante i sette tempi, che, a suo giudizio, formano la gara: dal ricevimento della designazione (o meglio dall’ ”invito alla direzione della gara”) alla resa dei conti con sé stessi il giorno dopo la partita, passando per una attenta preparazione durante la settimana. |
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I punti sui quali Mattei ha insistito maggiormente sono stati quelli relativi agli aspetti psicologici dell’attività arbitrale: innanzitutto le motivazioni personali, la voglia di migliorare e migliorarsi, l’impegno e l’applicazione; bravi arbitri si diventa, basta volerlo, attraverso una preparazione tecnica e atletica continua e costante. In secondo luogo, alla base di una buona direzione di gara c’è l’equilibrio, prima di tutto psicologico e mentale, che si traduce in decisioni equilibrate e in un atteggiamento di generale serenità, che aiuta l’arbitro ad essere credibile e, quindi, accettato. |
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Da ultimo, il responsabile
del settore tecnico, ha sottolineato l’importanza, soprattutto nelle
categorie nazionali, di un aspetto fino a poco tempo fa sottovalutato, ma
che negli ultimi anni ha acquistato sempre maggiore importanza:
l’estetica e la cura dell’immagine; non si tratta di un elemento
meramente formale e secondario, ma, anzi, si tratta di qualità sempre più
determinanti ai fini della selezione: un’ immagine vincente garantisce,
all’arbitro che la possiede, una maggiore credibilità, aiutandolo nella
direzione della gara. |
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