Daniele Orsato a Pordenone:
la A oltre il teleschermo
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A pochi mesi dalla sua visita a Udine, Daniele Orsato della sezione di Schio è tornato lunedì 2 Marzo nella nostra regione, questa volta ospite della sezione di Pordenone. |
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In verità – ha voluto scerzare il Presidente, Valentino Menegoz – la visita di Orsato è arrivata con qualche anno di ritardo rispetto all’invito rivoltogli ben quattro anni fa, quando ancora era considerato un promettente arbitro di serie C lanciato verso il passaggio alla categoria superiore. Poco male, oggi Daniele si è presentato dinnanzi alla numerosa e giovanissima platea pordenonese come un arbitro del massimo organo tecnico nazionale non più emergente, ma già affermato, grazie alla direzione di ben 33 gare di serie A in soli 3 anni e mezzo di militanza alla CAN, 3 delle quali dirette consecutivamente nelle ultime 3 giornate di campionato. Uno dei fischietti sui quali – dicono i più informati – il designatore della CAN, Pierluigi Collina, ripone la massima fiducia. |
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Dopo aver salutato i presenti e aver ricordato i bei momenti trascorsi dentro e fuori dal campo insieme a Valentino Menegoz, negli anni di comune militanza in serie C (basti pensare che l’esordio assoluto di Orsato in quella categoria avvenne a Trento proprio coadiuvato da due assistenti pordenonesi, l’attuale Presidente di sezione appunto, e Giustino Parisi), il collega di Schio, ha impostato una coinvolgente riunione tecnica su decisioni controverse tratte dalla propria esperienza sul campo e proposte attraverso la proiezione dei relativi filmati. Partendo dai casi concreti e dai provvedimenti da lui assunti, Orsato ha coinvolto gli associati in un vero e proprio confronto di idee che ha spaziato dai temi più propriamente tecnici e disciplinari, a quelli comportamentali e psicologici. I numerosi interventi gli hanno poi permesso di descrivere problemi, difficoltà e aspetti particolari che caratterizzano l’arbitraggio nella massima serie. |
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Grazie ad un modo di porsi chiaro e diretto, ed attraverso il racconto di alcuni episodi significativi ma che sfuggono agli obiettivi delle telecamere e ai microfoni delle televisioni, Daniele ha fornito un punto di vista diverso rispetto a ciò che accade sui campi della serie A, mostrando come quello che vediamo in televisione sia solo una parte, accuratamente selezionata, di ciò che effettivamente accade sul terreno di gioco: la pressione psicologica dei calciatori sul direttore di gara, la tensione che si percepisce tra le due squadre nel tunnel che porta al terreno di gioco, l’influenza che la presenza stessa delle telecamere esercita sul comportamento dei soggetti ammessi sul recinto di gioco, sono tutti aspetti che sfuggono a chi guarda la partita dal salotto di casa, ma che, non meno di altri, determinano e spiegano ciò che accade sul campo. |
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Ecco come fatti apparentemente inspiegabili, se considerati solo dal punto di vista della televisione, opportunamente contestualizzati, possono essere capiti meglio: questo è anche il caso dell’errore arbitrale, che appare ingiustificato e macroscopico all’occhio delle telecamere, ma la cui causa può essere compresa solo se si fa uno sforzo interpretativo ulteriore tenendo conto della realtà concreta del campo. Solo capendo l’errore del collega di serie A, si può far tesoro della sua esperienza, evitando magari di commetterlo nelle nostre gare del settore giovanile o dei campionati dilettantistici |